Trattamenti estetici per il collo

Per ritrovare un collo con una pelle liscia e tonica, bello e giovane, oggi c'è una nuova tecnica non invasiva che abbina due metodiche di medicina estetica. Associando i fili “liftanti” che si riassorbono nel giro di 6-9 mesi, e le punturine biorivitalizzanti si aiuta la pelle che, dopo gli anta, comincia a cedere.
Per liftare la pelle del collo si usano i fili biostimolanti riassorbibili in PDO (polidiossanone), dotati di piccoli dentini laterali che si ancorano nel sottocute per tendere la pelle. La presenza stessa dei fili, inoltre, stimola i fibroblasti del derma a produrre nuovo collagene. Vengono inseriti con aghi sottilissimi (4-5 per lato) previa pomata anestetica.
Se la pelle del collo presenta delle microrugosità, dopo aver applicato i fili si completa la seduta con la biorivitalizzazione cutanea. 
Consiste nell'infiltrare, con la tecnica lineare (una punturina in fila all'altra), un cocktail di sostanze rivitalizzanti: acido ialuronico, aminoacidi e antiossidanti, come le vitamine e gli oligoelementi. L'obiettivo è creare una rete di sostanze nutritive, per affinare la texture cutanea e attenuare le grinzosità.

Entrambe le tecniche, che possono essere integrate in una stessa seduta ma anche eseguite separatamente, non danno risultati definitivi e non eliminano eventuali “collane di venere” ( i solchi orizzontali profondi) o bande plasmatiche, quei “rotolini” del collo che si formano quando la pelle si piega su se stessa, specie nelle donne in sovrappeso di una certa età. Inoltre, sia i fili riassorbibili sia le infiltrazioni possono causare piccoli lividi, facilmente camuffabili con un fondotinta opaco. Per accelerarne il riassorbimento, si usa una crema a base di lattoferrina.
DURATA E COSTI
L'effetto ringiovanente dei fili, il cui costo va dai ai 1,000 €, si evidenzia dopo una settimana e dura circa 10 mesi. La biostimolazione, invece, costa mediamente 150 € a seduta.


LE ALTERNATIVE

ACIDO IALURONICO E PEELING NANOMOLECOLARE
Chi non ama l'idea di inserire un corpo estraneo sottopelle, può utilizzare un'altra tecnica combinata: peeling più biorivitalizzazione. 
I nuovi peeling nanomolecolari a base di TCA o soluzione Jessner rigenerano l'epidermide del collo, uniformandone il colorito e attenuando eventuali macchie. 
Sono necessarie almeno 3 sedute, a cadenza mensile, che costano circa 120 € l'una.
Utile complemento del peeling, da effettuare nella stessa seduta, sono le iniezioni di acido ialuronico con la tecnica “a pavimentazione”.


RADIOFREQUENZA MONOPOLARE
Un apparecchio emette onde elettromagnetiche ad alta frequenza le quali, generando calore, stimolano i fibroblasti a produrre neocollagene. Inoltre, grazie all'energia termica, le fibre elastiche si contraggono e si accorciano, con un effetto rassodante riscontrabile fin dalla prima seduta. Anche la radiofrequenza, però, è adatta solo a chi ha un rilassamento cutaneo modesto. 
Occorrono almeno 4 sedute, da 100 € l'una.


LASER CO² FRAZIONATO
E' un laser ablativo che, facendo evaporare il contenuto d'acqua nelle cellule, esfolia e rinnova la pelle in profondità. L'aggettivo frazonato si riferisce al fatto che lo spot viene diviso in microcolonne luminose che non colpiscono il bersaglio “ a tappeto” ma secondo uno schema “ a scacchiera”, meno aggressivo. Dalle aree cutanee risparmiate dal laser parte il processo di riparazione che avviene, mediamente, in una settimana durante la quale vengono applicati unguenti superidratanti e pomate antibiotiche.
Per rigenerare completamente la pelle del collo, occorrono da 4 a 6 sedute, da effettuare con cadenza mensile (250-400 euro l'una).

Nuovo filler acido ialuronico: Ridensity I

Per ridensificare la pelle del viso non bastano le infiltrazioni di acido ialuronico. Occorre fornirle dall’esterno un complesso ristrutturante, apportando al derma le sostanze che col tempo tendono a diminuire, peri l naturale processo di invecchiamento accelerato dal fotoinvecchiamento. 

Per questa ragione è stato recentemente lanciato Ridensity I, un nuovo prodotto  che viene iniettato a micro gocce con un ago ancora più sottile di quelli usati per biorivitalizzazioni e filler. Ogni fiale racchiude un cocktail di 8 aminoacidi, 3 antiossidanti, due minerali e una vitamina. Tra gli aminoacidi, glicina, lisina, treonina e prolina stimolano la produzione di collagene, mentre leucina, isoleucina e valina favoriscono il processo di riparazione e rimodellamento dei tessuti. I minerali (zinco e rame) e la vitamina B6, invece, promuovono la sintesi di nuove cellule, restituendo energia alla pelle stanca  e carente di tono. Il tutto immerso in una bagno di acido ialuronico, il miglior idratante che in questo caso serve anche come veicolo delle sostanze riparatrici.

Un’indagine multicentrica eseguita in Francia per testare l’efficacia di Ridensity I dimostra che con tre sedute, a 10 giorni di distanza, il collagene aumenta del 98%, la fibrillina (una proteina fondamentale per l’elasticità della cute) del 28% e l’acido ialuronico è incrementato di 14 volte. 



Il trattamento è ideale in settembre/ottobre, dopo l’esposizione solare. Privo di effetti collaterali, come tutte le infiltrazioni può provocare un piccolo livido. Puoi evitarlo prendendo il giorno prima 5 granuli di arnica 15 CH e massaggiando la pelle con cubetti di ghiaccio. 
Si consigliano 3 sedute (150 euro l’una) da ripetere dopo 6 mesi.

Botulino e filler: come prolungarne gli effetti

Ecco qualche semplice trucchetto per “allungare la vita” di alcuni fra i più diffusi “ritocchini”.

Botulino
E’ un potente veleno che, in forma controllata è impiegato anche in medicina estetica. Infatti è in grado di bloccare la contrazione muscolare e, dunque, di distendere le rughe del volto.
Viene iniettato sottopelle con aghi sottilissimi, senza bisogno di anestesia perché ben tollerato. Al limite, il medico può applicare pomate anestetiche locali o un po’ di ghiaccio.
In genere basta una seduta per ottenere buoni risultati. Solo in alcuni casi, si effettua un ritocco a distanza di 6/7 giorni. Gli effetti iniziano a comparire dopo 2/3 giorni e durano circa 5/6 mesi.

Come protrarne gli effetti
Per godere più a lungo dei benefici apportati dalle iniezioni di botox, a distanza di una settimana è utile applicare sul viso, mattina e sera, una crema a base di esapeptidi, sostanze che esercitano un’azione rilassante sui tessuti: così la pelle appare ancora più distesa. 
Inoltre, a distanza di 2/3 mesi dal trattamento, si possono usare creme “botulino-like” che contengono frammenti della tossina, suoi precursori o derivati simili agli esapeptidi.
Creme a base di bava di lumaca o di veleno d’api formano una specie di film superficiale, che fa apparire la pelle più rilassata e tonica.


I filler
Si tratta di sostanze che vengono iniettate attraverso piccole punture e che riempiono depressioni, rughe e avvallamenti del tessuto rendendo la pelle liscia.
Attualmente si hanno a disposizione tantissime sostanze differenti. Le più usate sono l’acido ialuronico, il collagene, l’idrossiapatite di calcio e la carbossimetilcellulosa.
In genere vengono disposte sotto pelle con iniezioni multiple. Non serve anestesia, al limite si può applicar una crema anestetica. L’eventuale modesto rossore-gonfiore dopo la correzione dell’inestetismo scompare nell’arco di 24 ore. Solitamente sono sufficienti una-due sedute per trattare piccoli difetti. Gli effetti sono variabili, in media durano pochi mesi. Ecco perché, e anche in questo caso, sono consigliate sedute di mantenimento.


Come protrarne gli effetti
Per protrarre di qualche settimana gli effetti, a partire da due settimane prima del trattamento, poi per gli altri 15-20 giorni, si possono usare integratori di corcumina, una sostanza antinfiammatoria, di rutina, che riduce la formazione di edemi e gonfiori post iniezione, e di acido lipoico e Q10, due antiossidanti.
Non solo si attenuano eventuali rossori e gonfiori, ma si riduce anche la ialuronidasi, il processo che fa perdere di efficacia l’acido ialuronico.
Per aumentare l’effetto riempitivo, si può usare anche una crema con polidrossiacidi e zuccheri specifici, come il trealosio. Se applicata mattina e sera, a cominciare dal giorno dopo il trattamento, la correizone appare migliore e più duratura.

Lipostrutturazione bicompartimentale della mammella: la soluzione chirurgica per il fisico a pera

Seno piccolo e fianchi larghi, il classico fisico a pera, può essere corretto con un unico intervento. 
Si chiama lipostrutturazione bicompartimentale della mammella ed è la soluzione ideale per il classico fisico mediterraneo. Si utilizza solo il grasso della persona, che viene prelevato nelle zone dove abbonda di più: cosce, fianchi e addome. Se da una parte si aggiunge volume, quindi, dall’altra se ne toglie, con un beneficio complessivo in termini della proporzione della silhouette.

Non tutte le donne si possono sottoporre all’intervento di lipostrutturazione bicompartimentale della mammella. Per farlo, ovviamente, bisogna avere almeno un po’ di grasso localizzato, altrimenti non c’è niente da trasferire.
Un altro fattore importante è l’età. Infatti i risultati migliori si hanno con persone relativamente giovani, non oltre i 45 anni, con ptosi mammaria (caduta) abbastanza modesta.
In presenza di tessuti più caduti l’effetto non è altrettanto gradevole. In questi casi, meglio abbinare una piccola mastopessi alla mastoplastica additiva tradizionale.

L’autotrapianto di grasso non è certo una novità visto che si tratta di una metodica che ha diversi decenni alle spalle. Ma oggi si è arrivati a mettere a punto una tecnica che garantisce una sopravvivenza molto maggiore del grasso trasferito. Il perché è presto detto: il tessuto adiposo è particolarmente delicato. Per non danneggiarlo, deve essere manipolato il meno possibile e con grande attenzione.
Pro e contro
E’ una soluzione completamente naturale e, per questo, esclude completamente il rischio che il ritocco si veda. Lascia cicatrici praticamente invisibili, in quanto il prelievo e il trasferimento avviene con cannule molto sottili.
Non comporta ulteriori tagliandi,  a differenza della mastoplastica additiva in cui le protesi vanno controllate e sostituite dopo un certo numero di anni.

Non  è una soluzione per tutte. Si possono sottoporre alla lipostrutturazione biocompartimetnale solo le donne che hanno depositi di grasso in ecesso.
E’ un intervento lungo: la lipostrutturazione biocompartimentale mammaria richiede in media un tempo operatorio di circa tre ore.
Non sono possibili gli aumenti di seno notevoli che si ottengono con grandi protesi mammarie.


Costi
Circa 14.000 euro. L’intervento comprende il prelievo di grasso dove è in eccesso e l’aumento del seno, in anestesia generale e una notte di ricovero in clinica.